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APORIA
Reliquiari dell’invisibile
Poesie del Decadentismo della presenza
Vorrei entrare per un istante
nel luogo in cui nascono i tuoi pensieri.
Sapere che forma ha il mondo
quando lo guardi tu,
quale parte del mio viso
ti accompagna durante il giorno.
Mi tormenta questa distanza
fra la tua fronte e ciò che custodisce.
A volte ti osservo mentre parli
di cose che conosco appena.
Ti interrompo per una sciocchezza.
Poi me ne pento.
Avrei voluto ascoltare
anche quello che stavi per dire.
Ti amo con questa curiosità
che ha qualcosa di crudele:
desidero perfino i tuoi ricordi
di quando ancora ignoravi
che sarei esistita.
E tuttavia, amore mio,
quale diritto avrei
di attraversarti interamente?
C’è una parte di te
che appartiene soltanto alla tua vita,
alle sue stanze più remote,
ai dolori che hai attraversato
prima che io potessi amarti.
È lì che il mio amore
deve farsi più grande del desiderio.
Ti guardo ancora.
Hai ripreso il discorso
dal punto in cui ti avevo interrotto.
Parli, sorridi appena.
Io penso a quanto sia strano
amare qualcuno così tanto
e poterlo conoscere
soltanto dalla propria parte.
Poi dici il mio nome.
E per un istante
vorrei essere te,
soltanto per sapere
come ti arriva la mia voce.